Momenti

Un mese un momento… un attimo di illusione, un nuova scintilla nella vita, lo scopo, il desideri di ricominciare… e poi… realizzi che ti sei illuso, che non hai nulla da offrire se non l’amore e purtroppo non basta, non perchè vi isano pretese, ma per delle necessità imprescindibili.

Fai un bilancio, l’ennesimo, della tua vita, un fallimento dietro l’altro, ogni “muro” che hai provato a costruire è crollato, perché non aveva fondamenta giuste, perché lo hai costruito su un terreno cedevole, perché lo hai voluto troppo alto perché non sei capace di costruire nulla di buone nella vita, questa è la verità!

Lei è perfetta per te, e tu non puoi darle nulla, nemmeno la speranza, perché non ne hai più da dare. Una nuova sconfitta, e questa peggiore di tutte le altre perchè dopo mesi di apatia ti aveva fatto rinascere, ma realizzi la tua nullità, la tua incapacità, le tue debolezze, i tuoi difetti, hai voluto volare forse troppo in alto negli anni passati ed oggi non puoi più permetterti nemmeno di sognare di volare.

È venuto il tempo della vera rassegnazione, di capire che puoi solo scegliere di accettare che la vita si trascini così, strisciando, cercando di provare a metterti forse seduto, per non si a quanto, ma certo non puoi più sperare di alzarti e camminare. Oppure scegliere di non strisciare più, di smetterla… lasciare ogni illusione, buttare l’ultimo sogno nella spazzatura e raggiungere un oblio che molti dicono sbagliato, ma che terminerebbe 20 anni di sofferenze grandi epiccole, quelle sofferenze mentali, che spesso sono più difficili di quelle fisiche, perché dipendono da come sei, non sono una casualità della vita ma sono te stesso, e quindi non puoi maledire nemmeno la sfortuna, perché sono tuoi limiti, tue incapacitò, non c’è un verme che rende la mela marcia, sei una mela nata marcia.

È tempo che chiamiamo le cose col loro nome, il suicidio, l’uccidersi, il togliersi la vita, così bisogna chiamare le cadute, gli abbandoni, parole usate come sinonimi dolci, per crude realtà. Resta il problema di chi resta, madri, fratelli, amori che ancora forse ti amano, che vivranno questo come una loro sconfitta per l’incapacità di capire, di aiutare, ma non potuto capire a volte, ne potevano aiutare, ci sono cose di una persona che non possono essere risolte o alleviate da altri. Egoista? Forse. Una scelta così lo è, in parte. Vigliacco? Molti lo penseranno, lo diranno. Non ci si deve arrendere! Perché? Chi lo ha detto? quando on hai più nulla da dare ne a te stesso ne agli altri, quando ogni tuo sogno si è infranto, si ha il dovere di farsene di nuovi? Di cercare per forza nuovi stimoli? No!

Un commento su “Momenti”

  1. capisco quello che vivi, mi capita spesso
    gli altri non ti bastano perchè sei tu che non ti basti , ti senti sempre inadeguato e rabbioso ma a cosa serve.
    credo che abbiamo solo bisogno di riprenderci i nostri spazi di provare a fare chiarezza nella nostra vita….ci sarà pure qualcosa per cui valga la pena di lottare bisogna solo cercarla con pazienza e soprattutto da soli ……gli altri non possono sostituirsi a noi e sapere cosa vogliamo. solo toccando il fondo può riaffiorare l’istinto di sopravvivenza ma l’importante è pensare solo a te gli altri devono essere solo da contorno. ciao

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