Filo di Perle

Anche di lei ho già parlato nel post “Manipolazioni”, e fu quasi una cosa normale soprattutto quando lei mi chiese di regalarle un vibratore. Decisi di accontentarla, ma anche di sorprenderla, veramente avrei voluto che venisse con me in un sex shop a sceglierlo, ma siccome lei non volle, ci andai da solo un pomeriggio prima di un nostro incontro.

La scelta on cadde però su un vibratore (lo ebbe tempo dopo) ma su qualche cosa che immaginai avrebbe potuto usare in maniera meno usuale e soprattutto in momenti impensabili. Vidi appunto un “filo di perle” (String of Pearls) una serie di 5 palline di circa 3 cm di diametro, disposte lungo un robusto cordoncino che terminava con un anello. Se cercate online troverete altri oggetti con lo stesso nome, più piccoli, totalmente diversi, ma per me questo è l’unico filo di perle. L’uso indicato da foto esplicative sulla confezine era essenzialmente anale ma ero certo che lei lo avrebbe apprezzato anche in altri modi.

Andai a prenderla alla stazione e per tutto il tragitto la stuzzicai dicendole che avevo preso un regalo ma diverso da quello che aveva chiesto, ma che ero convinto che l’avrebbe intrigata di piè, lei insisteva ma io non le dissi cos’era ma la sola idea di un toy ebbe subito una reazione come potei constatare quando la trovai abbondantemente bagnate e gemente al mio tocco della mano fra le sue cosce. Era inverno il filo di perle era in una ampia tasca interna del cappotto, appena arrivati in albergo però la presi, la spoglia.. mi spoglia.. e dopo 5 minuti che la porta della camera era chiusa già assaporai il suo piacere sulla mia lingua.

Dopo il secondo orgasmo, una piccola pausa e li le mostrai il regalo, apparve delusa, nella sua testa si era immaginata probabilmente un vibratore magari di forma realistica… poi vedendo le foto anche un po’ preoccupata che le chiedessi di violare qualche cosa che non aveva ancora mai concesso a nessuno.

Ma sorridendo le sussurrai come intendevo usarlo, le raccontai quello che io pensavo sarebbero state le sue sensazioni e a quel punto la libido prese il sopravvento e mi chiese di fargliele provare. Un po “sadicamente” però stuzzicai la sua voglia.. prolungando il momento senza arrivare subito al sodo, ma facendole scorrere il filo di perle sul suo corpo, chiedendole di succhiare la pallina alla fine del filo, usando l’anello per solleticarle i capezzoli e “strangolandoli con il cordino.

A questo punto le feci aprire la gambe la leccai un poco… presi poi il filo di perle, tenendo fra le dita la pallina iniziale, e strusciandola fra le grandi labbra e sul clitoride, sentendola rilassarsi spinsi la prima pallina dentro, un gemito.. poi la seconda.. ancora un gemito e poi via via tutte e 5 le palline. La sensazione di “riempimento” diversa da una normale penetrazione le provocava piccoli fremiti di piacere e questi venivano amplificati dalle palline che si muovevano sbattendo fra di loro e sulle pareti della vagina.

A questo punto misi la mano a coppa sopra la sua figa con la punta delle dita sul monte di venere ed inizia a darle dei piccoli scuotimenti a cui lei ripose con un ohhhh ed un mugolio quasi animalesco, aumentai le vibrazioni, sino a che ebbe un orgasmo gigantesco ma non mi fermai sino a quando non arrivo il secondo e immediatamente il terzo.

A questo punto mi tuffai fra le sue gambe ancora una volta leccando avidamente il suoi umore, per poi succhiarle il clitoride mentre un dito entrava dentro a frugarla ed a scuotere le palline, venne di nuovo e appena stava per rilassarsi dopo quest’ultimo orgasmo all’improvviso presi l’anello con un dito e con un solo unico movimento lento ma fluido feci uscire l’intero filo di perle tirandolo in modo che il cordino e le palline uscendo strusciassero sul suo clitoride… un ultimo urlo soffocato di piacere accolse quest’ultimo inaspettato per lei, orgasmo.

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