Il p2p in 15 righe…

Da qulche tempo seguo il blog di Edward W. Felten ( per sapere chi sia vi rimando alla relativa voce su Wikipedia in inglese) che ieri ha pubblicato TinyP2P un programma di peer to peer di sole 15 righe.

Lo segnalo per la “curiosità” della cosa, spesso si crede che certi software siano per forza oggetti complessi con decine di migliaia di linee di codice, che spesso però servono più per fornire l’interfaccia utente che le funzionalità; ma sopratutto perchè come si legge nel suo post:

“I wrote TinyP2P to illustrate the difficulty of regulating peer-to-peer applications. Peer-to-peer apps can be very simple, and any moderately skilled programmer can write one, so attempts to ban their creation would be fruitless”

Ho scritto TinyP2P per dimostrare le difficolta di regolamentare le applicazioni peer-to-peer. Le applicazione peer-to-peer possono essere molto semplici (da realizzare), qualsiasi buon programmatore può scriverne una, quindi ogni tentativo di impedirne la creazione (e aggiungo io: la diffusione e l’uso) sarebbe totalmente infruttuoso

Come non dargli ragione? Ma sembra che invece i colossi della musica e del cinema persistano in questo tentativo, come anche oggi segnala Punto Informatico, invece di ripensare ai modelli di distribuzione, di costo e di fruizione dei loro prodotti.

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