Poi dicono terzo mondo

Poco tempo fa su Punto Informatico apparve una lettera di un lettore che avendo aperto un cyberpoint in un locale in una sperduta cittadina lungo la costa messicana ha avuto una connessione ADSL in pcohi giorni, oggi su /. leggo che le autorità dello stato indiano di Andhra Pradesh hanno affidato al consorzio che fa capo a Aksh of India la realizzazione di un rete ottica per offrire connettività domestica al costo di Rs 100 al mese (circa $2.30, meno di 2€). Il progetto prevede un servizio con una anda minima di 2Mbps.

Ora daccordo che i costi del servizio ed i costi di mantenimento e gestione della rete sono quelli indiani e non italiani o europei, ma sicuramente è il segnale che i costi delle reti broadband sono molto bassi e che su questi i gestori hanno ricavi notevoli e sopratutto in Italia, l’operatore dominante, Telecom Italia, realizza sicuramente lauti guadagni checchè ne dicano i vari portavoce. Il tutto lasciando gran parte del territorio italiano ancora lontano dalla possibilità di avere connessioni, non dico tipo Fastweb, ma almeno ADSL base.

Sarebbe ora che il Servizio Universale che Telecom deve offrire fosse esteso adalla telefonia alla connettività broadband se non vogliamo diventare un terzo mondo informatico. Sigh :(

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