Risvegli

I giorni si ripetono sempre uguali, noiosamente uguali, tristemente uguali, inutilmente uguali, disperatamente uguali…

5,30 del mattino, ti svegli di soprassalto, magari per i cani che abbaiano, oppure per un sogno, più spesso per un incubo, ma la cosa peggiore è il senso di angoscia che accompagna immediatamente la presa di coscienza del risveglio, assai che è presto, fuori è buio, e la paura di non riuscire ad addormentarti, di ricadere nell’oblio ti prende. Non vuoi che nel silenzio dell’alba inizino i brutti pensieri, riaffiorino i ricordi, tornino le preoccupazioni per piccoli o grandi problemi ma che in quei momenti diventano tutti giganteschi.

Ti alzi, vai in bagno, con quella brutta sensazione che ti prende dallo stomaco e sale verso il cervello. Torni a letto, un sorso d’acqua e ti infili nuovamente sotto le coperte calde, nel tepore del letto sperando che il sonno ti riprenda subito e rimandi la tristezza e l’angoscia del risveglio di qualche ora. Ogni tanto ci riesci … ed è nuovamente l’oblio, passeggero, limitato, ma è l’oblio.

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